Filosofia

La Sopresa nel Divenire Nuovamente Consapevoli di Ciò che Esiste Intorno alle Realtà.

Ecco cosa è per me la Filosofia.

La Sopresa racchiude la gioia e lo stupore per qualcosa di inaspettato e meraviglioso, è un’emozione pura e primaria, che anche un bimbo può provare.

Divenire perché non è solo come una porta aperta verso un nuovo mondo, o magari verso un nuovo modo di vedere il mondo che credevamo di conoscere, ma un cambiamento che avviene durante il percorso.

Nuovamente è il cardine della frase, su cui si regge il profondo significato della riscoperta, del ritorno alle qualità pure, originali, incontaminate e pienamente realizzate che abbiamo dimenticato.

Per questo motivo cambiare punto di vista e crearsi nuove opinioni permette di divenire più consapevoli.

La Consapevolezza stessa si basa su quel piccolo audace cambiamento, basato sulla percezione delle informazioni e sul modo in cui vengono  gestite,  ed il modo stesso di gestirle è uno dei segreti per godersi la vita.
Se non si è consapevoli delle proprie emozioni e del proprio stato non si può essere veramente felici in modo permanente.

Ciò che esiste intorno alle realtà è il mio modo per indicare tutta la mole di concetti ed idee che non possiamo metabolizzare direttamente attraverso quella che crediamo sia la nostra realtà. Intorno a ciò che crediamo sia vero, certo e reale esistono gli aspetti spirituali, mentali ed emotivi, che si nascondono a noi dietro le porte della realtà e della verità, porte che possiamo oltrepassare solo grazie alla genuina sorpresa di riscoprirsi consapevoli di qualcosa che è sempre esistita oltre.
Oltre ciò che crediamo sia reale, oltre ciò che reputiamo vero, oltre l’idea stessa di ciò che pensiamo sia normale ci attende la consapevolezza.
Ma anche se siamo liberi di muoverci solo nella normalità, per andare oltre è necessario mettersi in dubbio, porsi le giuste domande e soprattutto avere il coraggio di fare il primo passo nella direzione corretta, il ritorno alla verità dimenticata.

Questo è il modo in cui concepisco il modo di studiare le realtà. Realtà al plurale perché ognuno ne ha una propria rappresentazione, e perché ne esistono varie a livelli fisici, spirituali, emotivi e mentali.

Questo è il mio modo di vivere il mondo nella sua interezza olistica, questa mia personale definizione è la sintesi ed il manifesto della Filosofia per come la concepisco:

La Sopresa nel Divenire Nuovamente Consapevoli di Ciò che Esiste Intorno alle Realtà.

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Lo Spirito Natalizio?

IMG_2344Dedicato a chi dice che a Natale bisogna essere più buoni. A chi pensa che Natale sia un giorno speciale per essere più grati e generosi. A chi crede nello spirito natalizio…

Cosa ne penso? No, grazie.

È una giustificazione per il non fare quotidiano.

Perché essere più buoni solo in una giornata ‘speciale’? Non dovrebbe essercene bisogno, dovremmo tutti fare il nostro meglio ogni giorno.

Alcuni infatti dicono che ogni giorno si dovrebbe vivere come se fosse speciale.

Bello vero?

Non sono d’accordo; se si crede che qualcosa sia speciale, allora non potrà far parte della normalità. Altra scusa per separare dalla vita quotidiana l’impegno dare di più, in modo disinteressato.

Non sarebbe tanto più semplice se accettassimo nella vita di ogni giorno l’impegno di vedere cosa di buono ci circonda per renderlo migliore, di praticare la generosità e la gratitudine?

Per cui, no grazie allo stereotipo dello Spirito Natalizio, torniamo ad essere persone migliori nella normalità.

Questo ti auguro con il cuore, l’anima e la mente: di essere una persona migliore ogni giorno nella quotidianità.

La Vita e la Felicità perduta

La Vita decise di uscire per cercare la Felicità, ma nella sua infruttuosa e lunga ricerca si imbatté solamente nella Realtà.
Al che la Vita le chiese: “Buongiorno Realtà! Conosci la Felicità? Sai dove possa trovarla?”
“Certo!” rispose “É lassù su, sulla vetta di quella montagna!”

E così la Vita ringraziò la Realtà e partí; camminó e si arrampicò ma alla fine, tra neve e rocce, nulla trovò.

Stanca ed abbattuta tornò dalla Realtà e le disse: “Ma non è su quella montagna! Ho cercato bene, lí non c’è!”
E la Realtà rispose:”strano era lassù… Ma certo, è chiaro, ora sarà andata ad ammirare il mare.”

La Vita allora fiduciosa partí alla volta del mare, perché desiderava davvero trovare la Felicità. Ma neanche sulla spiaggia la trovó, la cercó tra le onde e tra gli scogli, poi si fermó.

Capí che non esiste una sola Realtà, e così si ripromise di farsi aiutare dalla Verità.

E la cercó in lungo ed in largo, trascorse molto tempo alla ricerca, ma mentre tutti ne parlavano, nessuno l’aveva mai vista. Così comprese che la Verità assoluta a dire il vero non esiste, è un’idea fatta di opinioni e nulla più.

Ed allora, tristemente, prese a vagare cercando ancora indizi sulla Felicità tanto agognata, perché aveva incontrato persone che l’avevano conosciuta, e la Vita era certa che in qualche posto si nascondesse.

Un giorno, o forse una notte, infine, girando per il mondo, incontró invece la Libertà.

La Vita credendo nel profondo nel potere della Libertà le chiese: “Ciao Libertà, conosci la Felicità?”
“Certo, e molto bene!” le rispose.
“Allora, per favore e per cortesia, mi diresti dove potrei trovarla? È da molto tempo che la cerco!”
Ma la Libertà disse: “So perfettamente dove sia, ma non te lo dirò!”
“Ma come? Perché? Ho fatto tanta strada, l’ho cercata ovunque!”
“Non te lo dirò perché io sono libera di fare ciò che voglio, e ciò che voglio è non dirtelo.” e voltandosi la Libertà se andò, allegra e sorridente come se la Vita neanche esistesse.

Infatti la Vita si sveglió e tornó ad esistere, e pensando allo strano sogno che aveva fatto, realizzó che la Realtà é diversa da come viene presentata, che la Verità universale non esiste, che la Libertà può essere dispotica e soprattutto che la Felicità non è in nessun luogo, per quanto la si cerchi nel mondo, non la si troverà mai.

Perchè ognuno custodisce la propria Felicità dentro di sé.

Fabio

Approccio Spirituale

IMG_2160Vivo nella città che contiene lo Stato Vaticano, abbiamo la Sinagoga e la Moschea, in mezzo a centinaia di Chiese Cattoliche e milioni che si professano cattolici, io sono Buddhista, non Nichiren ma di filosofia Tibetana.

E quello che noto è la finta fede della maggior parte delle persone, non hanno idea dei 10 comandamenti e li infrangono allegramente. Basta pensare a chi legge regolarmente gli oroscopi… pecca contro Dio, primo comandamento,: “Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all’infuori di Me“; prima tavoletta di Mosè, i peccati contro Dio, e non quelli contro l’uomo… stendiamo un velo pietoso su come nel tempo le traduzioni siano cambiate, da “non commettere adulterio” a “non commettere atti impuri”… impuri, molto ebraico, ma del resto la religione cristiana può essere definita un’eresia dell’ebraismo, invece di 613 precetti ci sono 10 comandamenti, l’antico testamento è preso della tradizione ebraica, il pentateuco è la Toràh

Riguardo alla Genesi ho idea che molti di quelli che dicono di aver letto la Bibbia, non sappiano che si citano Giganti e che si distinguano tra figli di dio e figli dell’uomo. Lasciamo poi perdere l’immagine del Dio guerriero che traspare. Forse è una moda dire che si è letta la Bibbia oppure la gente confonde Bibbia (Vecchio e Nuovo Testamento) con il Vangelo (parte del nuovo testamento)?

Qualche tempo fa ho incontrato uno pseudo artista che tra una chiacchiera e l’altra mi ha chiesto il segno zodiacale, tra un discorso e l’altro è emerso il mio orientamento Buddhista e mostrandogli il mio Juzu (una Mala di 27 grani, 4 giri per fare le 108 ripetizioni dei Mantra) mi fa vedere un rosario dicendomi “vedi anche io” e poi mi chiede cosa recito, gli rispondo che quotidianamente recito l’Om Mani Padme Hum e di sovente anche Om Maitri Maha Maitri Maitreya Shawa e l’Om Vajra Sattva Hum, lui mi risponde con fare saccente che non vanno bene e che dovrei recitare qualcosa di cui sappia il significato come l’Ave Maria… Quindi questa persona ha confuso le religioni, ha dato per scontato che io non sappia il significato dei Mantra ed ignora che seguendo l’oroscopo si crede in qualcosa che va contro il comandamento Non Avrai altro Dio all’infuori di Me.

Eppure in ogni religione ci sono semi di felicità e amore. Il problema sono i controsensi, « 19Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: 20 frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatta all’altro. »   (Levitico 24, 19-20) e poi «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente;
ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guanciadestra, tu porgigli anche l’altra;
e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.» (Matteo 5,38-48)

Riguardo alla religione ebraica mi fermerei al precetto che proibisce di indossare lana e lino insieme, senza dimenticare la ridondanza assurda dei precetti. Stanno ancora aspettando un messia che guidi gli eserciti, non ci si deve meravigliare delle forze armate israeliane.

l’Islam poi é la religione dei nemici per eccellenza, o meglio per i fondamentalisti che vedono infedeli ovunque, non rispettano le donne, odiano le altre religioni e si aspettano 40 vergini in paradiso.

Beh anche i testimoni Geova hanno un testo che dice che i posti in cielo sono 144.000, mille volte 12 per 12 che significherebbe mille volte l’infinito, ma se chi traduce lo fa letteralmente, ecco il risultato.

Si dice anche che un Buddha abbia 32 segni tra cui un ciuffo chiaro tra le sopracciglia, un disegno di una ruota a 1000 raggi sotto il piede, il corpo irsuto, gambe sottili e così via, e che solo chi abbia purificato abbastanza il proprio karma possa vedere questi segni.

Eppure nessuno pensa mai fino in fondo cosa comporti filosoficamente seguire una data religione, anche perché, come per la squadra di calcio, difficilmente si professa una fede diversa da quella della propria cultura familiare; e sono veramente in pochi coloro che trovano pace nel dilemma del determinismo che si trova tra libero arbitrio, destino e divinità.

Ciò che ognuno dovrebbe fare è destrutturare le proprie credenze spirituali, sommarle e ricostruirle in modo che siano coerenti ed utili, per utilità intendo per la persona e per il mondo intorno alla persona. Per evitare conflitti profondi dentro di sé e verso gli altri. Se qualcosa che ho scritto ti ha offeso, bene, vuol dire che hai qualcosa da sistemare nella tua vita spirituale, e ti assicuro che il prossimo post sarà decisamente più difficile da digerire, eppure più illuminante.

Così prima di tornare a scrivere sulla destrutturazione spirituale in termini filosofici, confidando di aver creato dubbio e confusione, di aver spinto qualche pensiero sopito al risveglio, ti auguro una buona vita qualunque sia il tuo orientamento religioso!

Repubblica democratica parlamentare…

Repubblica: res pubblica, cosa pubblica, eppure mi guardo intorno e vedo privatizzazioni ovunque. Ogni giorno le cose pubbliche sono sempre meno.

Democratica: demos kratos, governo del popolo, eppure abbiamo visto TRE presidenti del consiglio dei ministri “Tecnici”. I partiti continuano a ricevere denaro sotto forma di rimborso elettorale in barba al referendum in cui venne abolito il finanziamento pubblico, per cui il popolo può manifestare il suo voto, ma finché al governo continueranno a sedere i maestri dell’inganno, basterà loro cambiare due virgole di un decreto per fregarsene della volontà del popolo… fosse nel bene dello Stato almeno. Invece ciò che è stato ed è ancora fatto è solo per il bene della nuova aristocrazia.

Parlamentare: il parlamento dovrebbe avere il compiti di legiferare non dare solo la fiducia ai decreti legislativi del governo. Non siamo una repubblica presidenziale. Il concetto stesso di premier è forzato qui in Italia. Inoltre dovrebbero sapere cosa contengano i decreti che in oggetto.

Ah dimenticavo… Fondata sul diritto del lavoro, eppure pare che l’unica professione piena di diritti e senza doveri sia la politica, invece in uno stato funzionale non dovrebbero nemmeno esistere i politici per professione, il parlamento dovrebbe essere composto da rappresentanti dei cittadini, che dovrebbero avere molti più doveri che diritti, perché si sono offerti di prendere in mano la responsabilità di una nazione.

Sfido qualunque osservatore estero obiettivo a definire l’Italia attuale come Repubblica democratica Parlamentare fondata sul lavoro.

Siamo due passi oltre l’oligarchia aristocratica e a due passi della dittatura monarchica.

Se non inizieremo a votare qualcosa che porti movimento, che sposti l’attenzione sul concetto di democrazia, che rigetti l’idea del politico e abbracci quella del rappresentante del popolo, che si curi dell’Italia e dei cittadini, non degli interessi delle lobby allora non andremo mai avanti, anzi…

F.

Giusto Due Pensieri…

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Sento spesso “togliere ai ricchi per dare ai poveri“, ma non sarebbe meglio “togliere ai disonesti per ridare agli onesti“?
Anche perché forse sarà solo una mia idea ma il disonesto non credo sia campione di generosità e amore per il prossimo, a differenza degli onesti, magari non proprio tutti ma almeno son certo che tra loro ci sono brave persone che rendono il mondo migliore, e che meriterebbero un trattamento ben differente dallo stato. E per stato intendo le persone che rubando e proteggendosi hanno creato confusione e regole per spegnere l’onestà.
Quindi la mia idea è semplice, cambiare la gente che ci governa, e non tutti a casa, ma tutti a lavorare! E gratis finché non saranno pari con gli stipendi, i rimborsi ed i trattamenti di favore che si sono rubati legalmente, legalmente perché le leggi le scrivevano loro.
Loro chi? Loro tutti, tutti quelli che si sono seduti in parlamento e senato votando o non opponendosi realmente agli scempi compiuti.
Di conseguenza, se anche lontanamente la situazione attuale non vi piace, ricordatevi di andare a votare per qualcuno che abbia un programma serio e mirato, e che soprattutto non abbia avuto contatti o supporto da chi è responsabile dello sfacelo. Perché se non voti non hai diritto neanche di lamentarti, se non partecipi perdi la facoltà chiedere, se decidi di non decidere, non rimanerci male se chi decide al tuo posto poi si fa i suoi comodi a tue spese.

La Vita, le Stagioni e la Morte.

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Ciò che inizia finisce…
E può iniziare qualcosa solo se esistono le condizioni per farlo.

La Fine arriva comunque, fa parte del percorso e se lascerà le basi per un nuovo Inizio allora questo non tarderà ad arrivare.

Ed io credo che questa sia una verità universale, applicabile alle giornate, alle attività, al lavoro, alle relazioni, alla vita e all’universo.

A volte le condizioni per un nuovo inizio sono parte della fine stessa: al termine di una giornata, quando il sole tramonta, inizia la notte, al termine della notte sorge di nuovo. Fine ed inizio creano una continuità persistente.

Ogni anno la vita in natura sboccia con la primavera, scoppia di energia in estate, raccoglie i frutti in autunno, si riposa e termina in inverno. E solo se le Stagioni, seppur variabili per tempo e temperatura, seguiranno il loro corso allora la natura tornerà in vita.

E questo vale tanto per le piante che per le relazioni e le attività. Se non si affrontano le varie fasi e si forza la realtà non si creeranno le basi per un nuovo inizio all’interno della stessa relazione o attività. E la fine sarà sì un passaggio ma a qualcosa di diverso. Qualcosa che dovrà iniziare con persone e idee differenti, perché le vecchie non hanno lasciato il terreno per sbocciare a nuova vita e crescere ancora. E qualcosa di nuovo in un modo o nell’altro nasce sempre.

Quando crediamo di sapere cosa stiano pensando le persone intorno a noi, e quando ci illudiamo di non sapere ciò che proviamo dentro di noi, perdiamo il controllo della vita e del tempo.

Perché l’illusione di comprendere i comportamenti degli altri, che siano clienti, fornitori, amanti, parenti o amici, credendo che pensino come noi, crea un distacco e offusca ciò che percepiamo. Vedremo solo ciò che ci appartiene e solamente ciò che vorremmo vedere. Se non chiediamo gentilmente e non ascoltiamo con attenzione, difficilmente avremo le basi per migliorare la comprensione che abbiamo del mondo esterno.

Quando poi lasciamo che la mente filtri le informazioni, nascondendole sotto montagne di obiezioni, scuse, “non so” e “non voglio sapere”… Ciò che otteniamo è di procrastinare e rinviare la realtà delle nostre emozioni.

E se non sappiamo cosa proviamo, se non sappiamo cosa vogliamo e crediamo erroneamente di sapere con esattezza cosa stiano pensando le persone con cui abbiamo una relazione, che sia affettiva o emozionale, allora non saremo mai in grado di avvertire la variazione, l’onda, lo scorrere delle stagioni, degli alti e bassi, dei momenti in cui è necessario fermarsi e riposare, e dei momenti in cui è fondamentale decidere di fare un passo avanti.

Che tu ne sia consapevole o meno, il mondo continua a girare, le cose cambiano, e tu volente o nolente devi seguirne il ritmo. Lo puoi fare faticando, arrancando e sbandando… Oppure puoi aprire gli occhi, guardare dentro e fuori di te, avanzare nei vari periodi della vita con leggerezza e fiducia, sintonizzando il tuo ritmo con quello del mondo che ti circonda.

Così da apprezzare le novità, le attività, i frutti del lavoro ed il meritato riposo.

Ascoltarsi senza ingannarsi…
Chiedere senza illudersi…
Lasciandosi andare al mutare tempo, senza contrasti ma con consapevolezza.
Solo così dalla morte apparente può rinascere la nuova vita.

La Profondità del Perdono

Dimenticare

Dimenticare non significa perdonare.

Non è il passare del tempo o l’oblio della mente…

…ad alcune persone certamente il trascorrere degli anni rende più semplice il perdono. Ma questo non toglie il peso che si è sopportato inconsciamente, che ha mutato inesorabilmente le decisioni che si sono prese.

Perché se tutti noi esseri umani ci basiamo su riferimenti, regole e bisogni per decidere cosa sia più giusto per noi, la mancanza di perdono è un riferimento inconsapevole importante, che influirà pesantemente sull’esito delle decisioni.

Quando poi la persona da perdonare siamo noi stessi allora è assai comune dimenticare, anzi reprimere, il fatto. Rimuovendolo dall’attenzione ciò che accade è assimilabile ad una crepa, ad una spaccatura, che separa quella sezione carica di disagio dalla coscienza, lasciandola in balia delle emozioni che potrebbero risvegliarla, senza però la consapevolezza di riconoscere quei sentimenti come propri.

E quando dimentichiamo di perdonarci per ciò che abbiamo fatto ad un’altra persona, se anche lei reprime la rabbia in attesa di scuse che non arriveranno, allora la crepa scenderà in profondità nella relazione. E magari rimarrà lì sopita per anni, ma non sarà mai possibile costruire qualcosa di duraturo finché non si sarà chiesto e ottenuto il perdono.

Quando la mancanza di perdono diventa parte della routine quotidiana nelle relazioni, tra amici, familiari o tra amanti, significa che si è presa una direzione che porterà o alla spaccatura del rapporto o peggio ancora ad un abbassamento emotivo tale da inficiare anche l’espressione dei sentimenti positivi.

Credere di essere incapaci di perdonare e di chiedere scusa è un veleno, addolcito da vendetta e reso aspro dai sensi di colpa, che non ha altra cura che il perdono e la compassione.

È una scusa per nascondersi dalla realtà credendo di difendersi da fantasmi passati per lasciarsi schiacciare dal peso del proprio controllo emotivo.

E chi diventa dipendente da quel veleno rischia di contagiare o allontanare le persone vicine, perché anche se reprimerà rabbia e frustrazione, le persone care intorno a lui lo percepiranno inconsciamente.

E più lo reprimerà più lo proietterà sotto stress a chiunque sarà così sfortunato da trovarselo davanti.

E nel momento in cui sceglierà di vivere e si aprirà al perdono, potrà decidere se continuare ad avere in sé la compassione o se sarà così codardo da nascondersi ancora più in profondità.

Il punto di svolta non è chiedere scusa una volta, non è perdonare una volta sola e solo quando fa comodo…
il cambiamento profondo, radicale, illuminante si ottiene facendo propria l’idea di perdono come guarigione dell’anima.

Le Condivisioni dell’Italiano Medio

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Leggo su Facebook post del tipo: ‘Se è vero che… Allora ...’

E poi sotto ci sono condivisioni di link dei soliti siti scandalistici, che campano con la pubblicità ed i click, pagine che nascondo il testo spezzando in in più parti, con una fila di banner con le “pubblicità” più assurde,

Ma è davvero tanto difficile, prima di condividere, fare un ricerca veloce su internet per controllare se sia una notizia vera o una bufala?

Riguardavo giorni fa su YouTube il video comico ‘Italiano Medio’ di Maccio Capatonda; forse veramente esiste una pillola IM che viene somministrata alla gente…

Perché la situazione inizia veramente a degenerare, sembra la festa dei Troll, tutti furiosi contro qualcosa, qualsiasi cosa sia va bene comunque. Uno senza leggere, senza informarsi… detto tra noi ‘a cazzo’… condivide tutto quello che vede e poi si scatenano discussioni apocalittiche con commenti furiosi e altre condivisioni selvagge.

Ormai basta scrivere qualcosa di scioccante e plausibile, mettere una foto carina, pubblicare e nel giro di qualche giorno la notizia, no anzi, il gossip, prende piede, si aprono gruppi, petizioni e magari nel giro di qualche settimana si arriva alle manifestazioni… Basate su cosa? …sul nulla.

Se ti viene il dubbio che non sia vero… Informati, sciogli il dubbio, fai chiarezza, poi se lo ritieni utile condividi.

Non fai un favore al mondo condividendo menzogne e mezze verità.

Lo so è semplice cliccare su condividi e delegare agli altri il compito di verificare.

È questo il motivo per cui in Italia le cose vanno come vanno. Perché l’italiano medio fa la stessa cosa con le elezioni politiche. Non si informa, lascia che siano le notizie imposte dai media,vere o false che siano, a controllare le sue scelte.

Se non sai controllare e filtrare la comunicazione non puoi neanche sapere cosa significhi scegliere liberamente.

Forse è il caso di svegliarsi, che ne dici?

F.U.D.

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Fear Uncertainty Doubt
Paura Incertezza Dubbio

È una strategia inventata da IBM più di vent’anni fa per allontanare i clienti dagli altri marchi (per lo più Apple), raccontando attraverso annunci e giornalisti pagati, bugie costruite per instillare FUD.

Fear – Paura – che il prodotto concorrente non fosse adatto o buono

Uncertainty – Incertezza – riguardo la scelta di cambiare marchio/fornitore

Doubt – Dubbio – che gli annunci dei concorrenti fossero falsi.

Era una strategia usata in un mercato in trasformazione per tentare il possibile, in modo deprecabile e scorretto, per mantenere i clienti senza avere un prodotto sufficientemente buono.

Ora è il modo di agire standard dei partiti. Ogni volta che il Movimento 5 Stelle scopre e rende pubblica una magagna della casta, ecco che partono menzogne colossali e distorsioni della verità per creare Paura, Incertezza e Dubbio.

Perché iniziano ad avere Paura che gli tocchi veramente tornare a casa, e rimanerci.

Perché provano Incertezza sul loro futuro e non sanno più che pesci prendere.

Perché il Dubbio che li rode dentro riguarda se il loro destino li porterà in carcere o se riusciranno a sfuggire ancora alla legge.

Perché hanno capito che le cose stanno cambiando, e sta a noi attuare questo cambiamento, spingere l’Italia, parola dopo parola, gesto dopo gesto, voto dopo voto, verso la rinascita.

Parlatene ad amici, parenti, conoscenti ed estranei.
Agite, date l’esempio, siate un modello.
E quando sarà il momento votate chi sta dando tempo e vita a questo paese, e non i Ladri che stanno derubando giorno dopo giorno la linfa vitale dell’Italia.

Siate guerrieri non violenti, con onore e sincerità. Che usando la voce come un’arma sappiate sconfiggere chi uccide il popolo.

I Sorrisi Nascosti

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Io credo che ciò che accade, per quanto assurdo, strano o doloroso, abbia sempre un senso. Magari in modo indiretto, magari non comprensibile dal nostro punto di vista, ma se avviene intorno a noi un perché ci sarà.

Io credo che ci sia un destino e che sia legato allo stesso tempo con libero arbitrio. Ma questa è una credenza riguardo la dualità con troppi risvolti spirituali per poterla spiegare in due parole per cui la terrò in sospeso per un altro momento.

In ogni caso credo che impegnarsi a trovare l’aspetto utile negli eventi ci permetta di vivere meglio.

Non vuol dire ridere nelle disgrazie, non significa cercare qualcosa di bello nel dolore. Il punto è rendersi conto di cosa abbiamo imparato, cosa non fare ad esempio, o come prepararsi, oppure come affrontare situazioni simili in futuro.

Perché nella vita ci sono eventi che si ripropongono, mascherati in modo diverso, e che sotto sotto ci provocano le stesse emozioni e sensazioni.

La capacità di avere la lucidità ed il distacco per esaminare ed accettare una situazione, imparando da essa qualcosa di utile, è direttamente proporzionale alla qualità della vita.

E anche quando sei sommerso dal caos, se mantieni questo atteggiamento, pur avendo difficoltà a sorridere , sarai capace di cercare quel sorriso che può illuminare, fosse anche per un secondo la tua vita, e potrai sempre trovarlo intorno a te. Nascosto negli altri o nella realtà.

Perché fuori dal problema c’è sempre la soluzione. Aspetta solo che qualcuno vada raccoglierla.

Due Passi oltre la Libertà

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Chiedi a 10 persone cosa sia per loro la libertà e otterrai 20 risposte diverse, metti insieme queste 20 risposte e l’unica cosa che otterrai sarà confusione e conflitto.

Chiedi alle stesse persone cosa pensano della libertà e tutti ne parleranno con entusiasmo, poi mostra le risposte date dagli altri e scoprirai che quasi nessuno riuscirà a capire che hanno avuto origine dalla stessa domanda a cui loro avevano risposto.

Perché la libertà non è una sensazione, non è un’emozione, non è propriamente un valore, è una costruzione di concetti ed idee non sempre coerenti, è una credenza contestuale che non si basa su fondamenti stabili. Per alcuni è una semplice idea, per altri può arrivare ad essere una droga.

Eppure per arrivare a sentirsi liberi, senza controindicazioni, è necessari andare oltre l’idea di libertà, buttare giù il muro che ci impedisce di vedere la nostra realtà e togliersi la maschera che falsa il modo in cui la esprimiamo.

Per costruire un sistema di valutazione che permetta di  scegliere liberamente il benessere proprio e del prossimo, è necessario abbattere preconcetti, risolvere conflitti tra i valori, scoprire i bisogni inconsci e ricostruire una bilancia che sappia soppesare le scelte in modo funzionale.

E anche se sembrerà strano esistono 2 modi eccellenti per rimuovere blocchi dare vita al cambiamento:

Il Dubbio e il Dolore.

Usati come strumenti, in modo mirato e calibrato sono la leva più potente per smuovere la situazione, dopo aver messo in luce la realtà interiore è il momento di usare le armi del successo:

Certezza e Piacere.

I primi danno vita la movimento, i secondi proiettano verso la metà, ciò che rimane è trovare gli strumenti per tracciare il percorso:

Coerenza, Fiducia, Gratitudine, Compassione e Consapevolezza

E se in una giornata intensa e fuori dalla norma una persona riuscisse ad aprire gli occhi?
Non sarebbe un inizio, un grande inizio?

E se poi in un weekend, concentrata al 100% su stessa, quella persone ora ad occhi aperti imparasse come vivere nel presente, sapendo come costruirsi la propria e innegabile libertà, in armonia con gli affetti, il denaro, le responsabilità, i propri desideri e la spiritualità?

A volte le cose che a prima vista sembrano scontate poi si rivelano complesse ed articolate, e a quel punto pensando a quanto sia complicata la situazione si rischia di non notare le semplici soluzioni che l’universo ci regala.

Lo abbiamo provato sulla nostra pelle, lo abbiamo fatto in passato ed ora il momento di riprendere a dare uno schiaffo alla realtà distorta e guidare le persone a credere che la vita può essere semplicemente migliore.

Ed ora mentre mi preparo a condividere il percorso che va oltre la libertà, ti saluto, ti auguro ogni bene e aspetto che anche tu decida di andare avanti. Ora, adesso, in questo momento.

Il Risanamento Inutile

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I “simpatici” pseudo leader, che in modo antidemocratico vengono posti al vertice delle istituzioni, hanno sovente l’abitudine di usare la parola risanamento…

Il risanamento sta avvenendo serve continuità” Parole dette alla Gruber da Letta, sempre lui il bugiardo Letta che in tv da Fazio ha dichiarato di essere contrario al Porcellum e pochi giorni prima in votazione palese aveva bocciato la mozione per eliminarlo, spinta da Giachetti (PD, suo stesso partito!), mozione che è stata votata solo da M5S e Giachetti stesso. In qualunque altro paese un premier eletto che dichiara il falso pubblicamente, in diretta su tv nazionale, in risposta ad una domanda diretta, si sarebbe dimesso chiedendo scusa al popolo. Anche se poi le cose sono andate peggio: stai sereno.

Risanamento: ritornare ad una precedente situazione ottimale… Ottenere un miglioramento… Belle parole…

Ma quali sono le condizioni di un qualsiasi risanamento?

Primo per guarire devi prima eliminare gli agenti patogeni.
Per identificarli è necessario chiedersi chi ci abbia spinto in questa situazione…
Risposta: la classe (o casta, o aristocrazia) politica, che facendosi i cazzi suoi ha sventrato l’Italia, bevuto il suo sangue e venduto gli organi… Ed ora quella stessa categoria culturale di gente abituata a vampirizzare il popolo si propone ricucire le ferite senza approfittarne ancora… Non mi sembra affatto plausibile.

Quando mai la soluzione è nel problema? Se vuoi bonificare una palude, devi ripulire, incanalare corsi d’acqua, spostare del terreno e non lo puoi fare stando al centro della palude.

Vogliamo risanare l’Italia?
Prima li mandiamo a casa tutti, perché prima bisogna RIPULIRE!
Poi cambiamo le regole che ci hanno spezzato e ridiamo vita all’Italia: niente rimborsi o finanziamenti elettorali, stipendi normali, pensioni allineate con i cittadini, niente vitalizi e assegni di reinserimento al lavoro. Gestione economica orientata al popolo sovrano, politica estera per un intercultura funzionale e non sottomessa, e così via…

Le infezioni vengono sconfitte dagli anticorpi e dai globuli bianchi, per iniziare veramente a Risanare l’Italia i cittadini devono svegliare la loro voglia di cambiare, per il loro bene e per quello degli altri cittadini , devono espandere l’eco dell’informazione, l’informazione vera e non distorta, quella verificabile e documentata. E quando sarà il momento di esprimere il voto trasformarsi nei globuli bianchi dell’Italia e spazzare via l’infezione dei partiti.

Se un infezione ad un arto peggiora troppo, a volte per evitare che si estenda agli organi vitali, si amputa l’arto stesso; l’Italia è già stata mutilata abbastanza e senza motivo, se non cambiamo strada quello che ci attende è la morte del sistema ed una rivoluzione armata.

Iniziamo noi una rivoluzione sociale pacifica ed orientata al bene comune prima che le cose ci sfuggano di mano. Perché se le cose non cambieranno è anche colpa tua, quindi ora apri bene gli occhi, rimani sveglio, attento ed inizia a fare del tuo meglio, senza dimenticare di respirare e sorridere… continua, e poi ancora, e ancora fino a che non saremo in un Italia che sia un paese in cui sia una gioia vivere, in cui l’onestà, l’ecologia e la cultura siano la norma.

Ed ora vai, fai la tua parte!

A volte…

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A volte ci sono verità scomode, che possono far male, eppure credo che affrontarle sia la cura perfetta.

A volte l’incomprensione genera il compromesso, e credo sia necessario esser ben attenti a cosa si va incontro.

A volte le decisioni imposte ti costringono a chinare il capo e ad adeguarti, ma credo che una decisione imposta abbia potere solo se le si consente di averlo.

A volte si rimane placidamente sospesi nel nulla, mentre il mondo va avanti, ed io credo che più tempo si rimarrà fermi, più strada bisognerà fare per tornare in pari con la vita.

A volte ci si nasconde dietro maschere di indifferenza e finta serenità, ma credo che quando la propria realtà bussi alla porta non ci sia maschera che tenga.

A volte quando la maschera sta per cadere, ci si sforza di rimetterla su pensando così di proteggerci, ma io credo che l’unica soluzione che abbia un esito positivo sia lasciarla cadere con accettazione e aprire gli occhi.

A volte chi apre gli occhi dopo un lungo sonno rimane accecato dalla luce e torna a nascondersi nel buio, eppure credo che bastino pochi secondi per abituarsi allo splendore della realtà.

A volte un sorriso, uno parola, uno sguardo possono dare valore ad una giornata cupa, e credo che bastino la presenza od il semplice pensiero di una persona amata per cambiare il proprio mondo in meglio.

A volte scrivo molto e non so chi mi leggerà, ma credo che chiunque tu sia, qui ora, comprenda che tutto questo è solo per te!

A volte si augura senza troppa convinzione una buona giornata, credo che non sia sufficiente per cui te la auguro non solo con la mente, ma soprattutto con il cuore e lo spirito.

A volte le cose sembrano molto difficili, ma io credo che tutto possa diventare facile.

Le sfaccettature del Perdono

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Si può chiedere scusa ad una persona dopo aver creato un disagio, un fastidio, un dolore… E la persona ferita può perdonare. A volte non serve neanche attendere che le scuse vengano formulate, altre volte pare non ci sia speranza di ottenere il perdono.

Dove è il livello del perdono?
Dipende dal tipo di danno o dalla qualità delle scuse?
Dalla rabbia e dal dolore provati da chi ha subito?
È forse nel mezzo?

E chi ha da guadagnare nel perdono, a livello emozionale, Karmico, ed in modo indiretto in salute?
Chi ottiene il perdono o chi perdona?

Se hai fatto un danno l’unica persona che può lasciare andare i sensi di colpa sei tu stesso, sei tu stesso che devi perdonarti. Ma i sensi di colpa sono un riflesso del dolore reale arrecato. Il perdono è personale, può essere forse incentivato dall’esterno, si può accompagnare per mano la persona a rivedere la sua realtà e a perdonare, ma in ogni caso è una scelta personale.

Se hai subito un danno, il perdono è ancora più importante, per te stesso, per rimuovere una sofferenza subita, accettandola, altrimenti rimarrà nascosta tra le emozioni e continuerà a far danni. Il perdono è una propria responsabilità, è la liberazione più grande.
Non significa dimenticare o diventare una vittima. Vuol dire non permettere alla propria rabbia, al risentimento, alla vendetta, di corrodere quanto di buono abbiamo in noi.

Il perdono ha sempre un valore più grande per chi ha subito. Chi chiede perdono potrà guarire del riflesso del dolore che ha inflitto, chi perdona può guarire il proprio dolore intero.

Eppure spesso troviamo difficile perdonare, magari ci convinciamo di aver perdonato invece abbiamo solo represso, lontano dagli occhi della nostra mente, ciò che ci fa male.
La soglia del perdono non ha un livello fisso per nessun essere umano, ognuno per le esperienze vissute, l’educazione, la religione e i propri giudizi crea una base su cui si poggerà il perdono, questa base potrà variare nel tempo al mutare della propria consapevolezza riguardo alle emozioni, ai giudizi e alle esperienze. Ma su questa base si poggia un altro ostacolo da superare per poter perdonare completamente, un ostacolo che noi stessi poniamo, e questo vuol dire che allo stesso modo potremo rimuoverlo: è l’idea che abbiamo del torto subito, in piccola parte la nostra mente la misura nel tipo di affronto, una parte maggiore riguarda le emozioni che questo danno ha colpito ed i bisogni che ha creato, ma la parte che influisce in modo più imponente sulla nostra idea del torto è chi lo ha commesso. Alcuni eventi negativi commessi da sconosciuti ci lasciano indifferenti, lo stesso evento causato da una persona che amiamo ci ferisce profondamente. No, mi correggo, non è l’evento o la persona che ci ferisce, siamo noi che ci lasciamo ferire dall’idea che ci siamo fatti.

L’universo ci spinge sempre avanti, ogni giorno nella vita sociale affrontiamo eventi che per noi hanno valenze più o meno positive. Siamo noi che decidiamo cosa prendere dalla realtà. Siamo noi che possiamo lasciare il dolore che ci portiamo sulla schiena, quel dolore che magari crediamo di aver perdonato, ma che invece ci siamo buttati alle spalle, e lì è rimasto.

Il perdono è come togliersi uno zaino dalle spalle, svuotarne il contenuto, ritrovare qualcosa di utile, sorprendersi nella quantità di schifezze da buttare, fare pulizia, e ripartire più leggeri e sorridenti.

Per i cattolici che a Messa danno la pace, questa domenica perdonate anche qualcuno che non sia uno sconosciuto, lasciate che ci sia pace vera, date il perdono.

Per Buddisti ricordate il distacco, lasciate che la rabbia scivoli via come un’onda sugli scogli, ricordate la compassione, il perdono è un passo verso l’illuminazione.

Per tutti che abbiate o meno una fede, ricordate sempre in ogni istante che siete voi a gestire le vostre emozioni, il perdono è il modo per riprenderne il controllo.

E quando si parla di perdono non si può evitare di toccare l’amore, perché semplicemente il perdono è uno degli ingredienti dell’Amore.