La Vita, le Stagioni e la Morte.

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Ciò che inizia finisce…
E può iniziare qualcosa solo se esistono le condizioni per farlo.

La Fine arriva comunque, fa parte del percorso e se lascerà le basi per un nuovo Inizio allora questo non tarderà ad arrivare.

Ed io credo che questa sia una verità universale, applicabile alle giornate, alle attività, al lavoro, alle relazioni, alla vita e all’universo.

A volte le condizioni per un nuovo inizio sono parte della fine stessa: al termine di una giornata, quando il sole tramonta, inizia la notte, al termine della notte sorge di nuovo. Fine ed inizio creano una continuità persistente.

Ogni anno la vita in natura sboccia con la primavera, scoppia di energia in estate, raccoglie i frutti in autunno, si riposa e termina in inverno. E solo se le Stagioni, seppur variabili per tempo e temperatura, seguiranno il loro corso allora la natura tornerà in vita.

E questo vale tanto per le piante che per le relazioni e le attività. Se non si affrontano le varie fasi e si forza la realtà non si creeranno le basi per un nuovo inizio all’interno della stessa relazione o attività. E la fine sarà sì un passaggio ma a qualcosa di diverso. Qualcosa che dovrà iniziare con persone e idee differenti, perché le vecchie non hanno lasciato il terreno per sbocciare a nuova vita e crescere ancora. E qualcosa di nuovo in un modo o nell’altro nasce sempre.

Quando crediamo di sapere cosa stiano pensando le persone intorno a noi, e quando ci illudiamo di non sapere ciò che proviamo dentro di noi, perdiamo il controllo della vita e del tempo.

Perché l’illusione di comprendere i comportamenti degli altri, che siano clienti, fornitori, amanti, parenti o amici, credendo che pensino come noi, crea un distacco e offusca ciò che percepiamo. Vedremo solo ciò che ci appartiene e solamente ciò che vorremmo vedere. Se non chiediamo gentilmente e non ascoltiamo con attenzione, difficilmente avremo le basi per migliorare la comprensione che abbiamo del mondo esterno.

Quando poi lasciamo che la mente filtri le informazioni, nascondendole sotto montagne di obiezioni, scuse, “non so” e “non voglio sapere”… Ciò che otteniamo è di procrastinare e rinviare la realtà delle nostre emozioni.

E se non sappiamo cosa proviamo, se non sappiamo cosa vogliamo e crediamo erroneamente di sapere con esattezza cosa stiano pensando le persone con cui abbiamo una relazione, che sia affettiva o emozionale, allora non saremo mai in grado di avvertire la variazione, l’onda, lo scorrere delle stagioni, degli alti e bassi, dei momenti in cui è necessario fermarsi e riposare, e dei momenti in cui è fondamentale decidere di fare un passo avanti.

Che tu ne sia consapevole o meno, il mondo continua a girare, le cose cambiano, e tu volente o nolente devi seguirne il ritmo. Lo puoi fare faticando, arrancando e sbandando… Oppure puoi aprire gli occhi, guardare dentro e fuori di te, avanzare nei vari periodi della vita con leggerezza e fiducia, sintonizzando il tuo ritmo con quello del mondo che ti circonda.

Così da apprezzare le novità, le attività, i frutti del lavoro ed il meritato riposo.

Ascoltarsi senza ingannarsi…
Chiedere senza illudersi…
Lasciandosi andare al mutare tempo, senza contrasti ma con consapevolezza.
Solo così dalla morte apparente può rinascere la nuova vita.

La Profondità del Perdono

Dimenticare

Dimenticare non significa perdonare.

Non è il passare del tempo o l’oblio della mente…

…ad alcune persone certamente il trascorrere degli anni rende più semplice il perdono. Ma questo non toglie il peso che si è sopportato inconsciamente, che ha mutato inesorabilmente le decisioni che si sono prese.

Perché se tutti noi esseri umani ci basiamo su riferimenti, regole e bisogni per decidere cosa sia più giusto per noi, la mancanza di perdono è un riferimento inconsapevole importante, che influirà pesantemente sull’esito delle decisioni.

Quando poi la persona da perdonare siamo noi stessi allora è assai comune dimenticare, anzi reprimere, il fatto. Rimuovendolo dall’attenzione ciò che accade è assimilabile ad una crepa, ad una spaccatura, che separa quella sezione carica di disagio dalla coscienza, lasciandola in balia delle emozioni che potrebbero risvegliarla, senza però la consapevolezza di riconoscere quei sentimenti come propri.

E quando dimentichiamo di perdonarci per ciò che abbiamo fatto ad un’altra persona, se anche lei reprime la rabbia in attesa di scuse che non arriveranno, allora la crepa scenderà in profondità nella relazione. E magari rimarrà lì sopita per anni, ma non sarà mai possibile costruire qualcosa di duraturo finché non si sarà chiesto e ottenuto il perdono.

Quando la mancanza di perdono diventa parte della routine quotidiana nelle relazioni, tra amici, familiari o tra amanti, significa che si è presa una direzione che porterà o alla spaccatura del rapporto o peggio ancora ad un abbassamento emotivo tale da inficiare anche l’espressione dei sentimenti positivi.

Credere di essere incapaci di perdonare e di chiedere scusa è un veleno, addolcito da vendetta e reso aspro dai sensi di colpa, che non ha altra cura che il perdono e la compassione.

È una scusa per nascondersi dalla realtà credendo di difendersi da fantasmi passati per lasciarsi schiacciare dal peso del proprio controllo emotivo.

E chi diventa dipendente da quel veleno rischia di contagiare o allontanare le persone vicine, perché anche se reprimerà rabbia e frustrazione, le persone care intorno a lui lo percepiranno inconsciamente.

E più lo reprimerà più lo proietterà sotto stress a chiunque sarà così sfortunato da trovarselo davanti.

E nel momento in cui sceglierà di vivere e si aprirà al perdono, potrà decidere se continuare ad avere in sé la compassione o se sarà così codardo da nascondersi ancora più in profondità.

Il punto di svolta non è chiedere scusa una volta, non è perdonare una volta sola e solo quando fa comodo…
il cambiamento profondo, radicale, illuminante si ottiene facendo propria l’idea di perdono come guarigione dell’anima.

I Sorrisi Nascosti

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Io credo che ciò che accade, per quanto assurdo, strano o doloroso, abbia sempre un senso. Magari in modo indiretto, magari non comprensibile dal nostro punto di vista, ma se avviene intorno a noi un perché ci sarà.

Io credo che ci sia un destino e che sia legato allo stesso tempo con libero arbitrio. Ma questa è una credenza riguardo la dualità con troppi risvolti spirituali per poterla spiegare in due parole per cui la terrò in sospeso per un altro momento.

In ogni caso credo che impegnarsi a trovare l’aspetto utile negli eventi ci permetta di vivere meglio.

Non vuol dire ridere nelle disgrazie, non significa cercare qualcosa di bello nel dolore. Il punto è rendersi conto di cosa abbiamo imparato, cosa non fare ad esempio, o come prepararsi, oppure come affrontare situazioni simili in futuro.

Perché nella vita ci sono eventi che si ripropongono, mascherati in modo diverso, e che sotto sotto ci provocano le stesse emozioni e sensazioni.

La capacità di avere la lucidità ed il distacco per esaminare ed accettare una situazione, imparando da essa qualcosa di utile, è direttamente proporzionale alla qualità della vita.

E anche quando sei sommerso dal caos, se mantieni questo atteggiamento, pur avendo difficoltà a sorridere , sarai capace di cercare quel sorriso che può illuminare, fosse anche per un secondo la tua vita, e potrai sempre trovarlo intorno a te. Nascosto negli altri o nella realtà.

Perché fuori dal problema c’è sempre la soluzione. Aspetta solo che qualcuno vada raccoglierla.

A volte…

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A volte ci sono verità scomode, che possono far male, eppure credo che affrontarle sia la cura perfetta.

A volte l’incomprensione genera il compromesso, e credo sia necessario esser ben attenti a cosa si va incontro.

A volte le decisioni imposte ti costringono a chinare il capo e ad adeguarti, ma credo che una decisione imposta abbia potere solo se le si consente di averlo.

A volte si rimane placidamente sospesi nel nulla, mentre il mondo va avanti, ed io credo che più tempo si rimarrà fermi, più strada bisognerà fare per tornare in pari con la vita.

A volte ci si nasconde dietro maschere di indifferenza e finta serenità, ma credo che quando la propria realtà bussi alla porta non ci sia maschera che tenga.

A volte quando la maschera sta per cadere, ci si sforza di rimetterla su pensando così di proteggerci, ma io credo che l’unica soluzione che abbia un esito positivo sia lasciarla cadere con accettazione e aprire gli occhi.

A volte chi apre gli occhi dopo un lungo sonno rimane accecato dalla luce e torna a nascondersi nel buio, eppure credo che bastino pochi secondi per abituarsi allo splendore della realtà.

A volte un sorriso, uno parola, uno sguardo possono dare valore ad una giornata cupa, e credo che bastino la presenza od il semplice pensiero di una persona amata per cambiare il proprio mondo in meglio.

A volte scrivo molto e non so chi mi leggerà, ma credo che chiunque tu sia, qui ora, comprenda che tutto questo è solo per te!

A volte si augura senza troppa convinzione una buona giornata, credo che non sia sufficiente per cui te la auguro non solo con la mente, ma soprattutto con il cuore e lo spirito.

A volte le cose sembrano molto difficili, ma io credo che tutto possa diventare facile.

Le sfaccettature del Perdono

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Si può chiedere scusa ad una persona dopo aver creato un disagio, un fastidio, un dolore… E la persona ferita può perdonare. A volte non serve neanche attendere che le scuse vengano formulate, altre volte pare non ci sia speranza di ottenere il perdono.

Dove è il livello del perdono?
Dipende dal tipo di danno o dalla qualità delle scuse?
Dalla rabbia e dal dolore provati da chi ha subito?
È forse nel mezzo?

E chi ha da guadagnare nel perdono, a livello emozionale, Karmico, ed in modo indiretto in salute?
Chi ottiene il perdono o chi perdona?

Se hai fatto un danno l’unica persona che può lasciare andare i sensi di colpa sei tu stesso, sei tu stesso che devi perdonarti. Ma i sensi di colpa sono un riflesso del dolore reale arrecato. Il perdono è personale, può essere forse incentivato dall’esterno, si può accompagnare per mano la persona a rivedere la sua realtà e a perdonare, ma in ogni caso è una scelta personale.

Se hai subito un danno, il perdono è ancora più importante, per te stesso, per rimuovere una sofferenza subita, accettandola, altrimenti rimarrà nascosta tra le emozioni e continuerà a far danni. Il perdono è una propria responsabilità, è la liberazione più grande.
Non significa dimenticare o diventare una vittima. Vuol dire non permettere alla propria rabbia, al risentimento, alla vendetta, di corrodere quanto di buono abbiamo in noi.

Il perdono ha sempre un valore più grande per chi ha subito. Chi chiede perdono potrà guarire del riflesso del dolore che ha inflitto, chi perdona può guarire il proprio dolore intero.

Eppure spesso troviamo difficile perdonare, magari ci convinciamo di aver perdonato invece abbiamo solo represso, lontano dagli occhi della nostra mente, ciò che ci fa male.
La soglia del perdono non ha un livello fisso per nessun essere umano, ognuno per le esperienze vissute, l’educazione, la religione e i propri giudizi crea una base su cui si poggerà il perdono, questa base potrà variare nel tempo al mutare della propria consapevolezza riguardo alle emozioni, ai giudizi e alle esperienze. Ma su questa base si poggia un altro ostacolo da superare per poter perdonare completamente, un ostacolo che noi stessi poniamo, e questo vuol dire che allo stesso modo potremo rimuoverlo: è l’idea che abbiamo del torto subito, in piccola parte la nostra mente la misura nel tipo di affronto, una parte maggiore riguarda le emozioni che questo danno ha colpito ed i bisogni che ha creato, ma la parte che influisce in modo più imponente sulla nostra idea del torto è chi lo ha commesso. Alcuni eventi negativi commessi da sconosciuti ci lasciano indifferenti, lo stesso evento causato da una persona che amiamo ci ferisce profondamente. No, mi correggo, non è l’evento o la persona che ci ferisce, siamo noi che ci lasciamo ferire dall’idea che ci siamo fatti.

L’universo ci spinge sempre avanti, ogni giorno nella vita sociale affrontiamo eventi che per noi hanno valenze più o meno positive. Siamo noi che decidiamo cosa prendere dalla realtà. Siamo noi che possiamo lasciare il dolore che ci portiamo sulla schiena, quel dolore che magari crediamo di aver perdonato, ma che invece ci siamo buttati alle spalle, e lì è rimasto.

Il perdono è come togliersi uno zaino dalle spalle, svuotarne il contenuto, ritrovare qualcosa di utile, sorprendersi nella quantità di schifezze da buttare, fare pulizia, e ripartire più leggeri e sorridenti.

Per i cattolici che a Messa danno la pace, questa domenica perdonate anche qualcuno che non sia uno sconosciuto, lasciate che ci sia pace vera, date il perdono.

Per Buddisti ricordate il distacco, lasciate che la rabbia scivoli via come un’onda sugli scogli, ricordate la compassione, il perdono è un passo verso l’illuminazione.

Per tutti che abbiate o meno una fede, ricordate sempre in ogni istante che siete voi a gestire le vostre emozioni, il perdono è il modo per riprenderne il controllo.

E quando si parla di perdono non si può evitare di toccare l’amore, perché semplicemente il perdono è uno degli ingredienti dell’Amore.

La Verità Irreale

Ricordo Zen

Spesso si pensa che Realtà e Verità coincidano, eppure ogni persona vede il mondo intorno a sé in modo differente dagli altri, e la verità stessa spesso cambia in virtù delle informazioni che si hanno a disposizione.

Quindi se la percezione della realtà oggettiva è semplicemente indefinibile per gli esseri umani, e se ciò che crediamo sia vero è solamente un costrutto soggettivo basato su esperienze, riferimenti e opinioni, allora come è possibile credere di comprendere i pensieri di un altro individuo senza un’adeguata comunicazione? Come si può anche lontanamente pensare di persuadere chi ha idee diverse dalle nostre senza capire chi si ha di fronte?

Si tende troppo spesso ad ignorare che la comunicazione viaggia nei due sensi e che è necessario saper ascoltare chi ci è di fronte, anche se ci sta urlando contro, e soprattutto è importantissimo oltre a saper formulare le domande giuste saper ascoltare le risposte.

È assai semplice non ascoltare gli altri, perché siamo noi stessi i primi a non ascoltarci.

Se rimaniamo fissi nella idea che la realtà sia solo ciò che percepiamo, se ci blocchiamo nella presunta verità senza cercare di confutarla, senza metterla alla prova, senza crescere e senza imparare nulla di nuovo… Non saremo mai capaci di guardare indietro e vedere con occhi differenti le nostre esperienze, non potremmo valorizzarle, saremmo incapaci di sfruttarle nel modo più completo.

Noi non viviamo una vita nel senso stretto del termine, in ogni contesto, in ogni periodo, in ogni luogo siamo persone differenti. Ognuno di noi racchiude tante vite, un numero enorme di sé; ognuno racchiude diverse rappresentazioni della propria realtà.

Un segreto per vivere più serenamente consiste nel ricordare quelle vite, usarne le esperienze per imparare a vedere anche nel più piccolo dettaglio, seppur nascosto nella sofferenza o nell’indifferenza, la gemma che vi si cela.

La gioia più grande è scoprire nel gesto o nella frase apparentemente più insignificanti un’emozione forte, capace di strapparti un sorriso ed una lacrima, quella lacrima cristallina capace scindere il velo di irrealtà che ci impedisce di comprendere la “verità” di noi stessi su noi stessi.

Un saluto con tutto il cuore, senza urla, con le poche parole sussurrate di un haiku, lasciando che si espandano nel silenzio…

Una Lacrima
da un Dolce Ricordo.
Fuoco nel Ghiaccio.

 

Cultura, Motivazione, Apprendimento

Learning Step

Io credo che se le persone fossero più informate sarebbe più facile per tutti esercitare i propri diritti ed osservare i propri doveri, credo che la cultura nel senso corrente del termine sia una delle basi della vita sociale.

Per informarsi e farsi una cultura sono necessarie principalmente due cose: voglia di imparare, che possiamo chiamare Motivazione, e capacità di ricordare ciò che si è appreso, che possiamo definire come Memoria.

Il problema attuale nasce da una mancanza clamorosa nella didattica scolastica, non esiste nessun programma nelle scuole che insegni un Metodo di Studio completo, che includa tecniche di Lettura Rapida, Tecniche per Memorizzare e Recuperare nozioni, sistemi per prendere appunti differenti secondo i vari stili cognitivi.

Credo che ognuno debba fare il possibile per cambiare questa situazione, perché se le persone imparassero ad apprendere in modo più efficace e rapido lo studio diventerebbe qualcosa di più leggero e gestibile, ci sarebbe più tempo per altre attività, e soprattutto ci sarebbero meno difficoltà nel rimanere costantemente informati.

Ciò che posso fare è condividere le mie conoscenze, per anni ho usato e insegnato tecniche mnemoniche e similari, ora abbinandole con ciò sto studiato in Scienze e Tecniche Psicologiche posso rendere ancora più semplice ed approfondito l’insegnamento di questo metodo di studio.

E credo in modo così profondo in tutto questo che sono disposto ad investire il mio tempo per un corso non mirato al guadagno, cosa che riprenderò a fare da gennaio, ma con l’intenzione donare un’occasione a chi vorrà accettarla.

Con Satori Experience, l’associazione fondata da me e Cristian, terrò il corso Learning Step dedicato per questo mese ai più giovani, consideratelo un regalo di Natale in anticipo di un mese. Il corso si divide in 5 parti distribuite in 2 finesettimana:

Sabato 16 novembre dalle ore 20:00 alle 22:30 verificheremo il livello di partenza della nostra capacità di memorizzazione e vedremo la prima tecnica di base, impareremo la conversione fonetica ed un sistema per rilassarsi e concentrarsi.

Domenica 17 novembre mattina dalle 10:00 alle 13:30 vedremo come funzionano i processi di apprendimento, partendo da come la memoria immagazzina, ritiene e recupera i ricordi, impareremo cosa è l’oblio, come “etichettare” ciò che vogliamo memorizzare, come analizzare ciò che osserviamo e diversi modi in cui si può leggere.

Domenica 17 novembre pomeriggio dalle 15:00 alle 20:00 completeremo lo schedario mentale, ed impareremo come creare le mappe mentali e vedremo gli esercizi di lettura e di ripasso.

Domenica 24 novembre mattina dalle 10:00 alle 13:30 impareremo come memorizzare decine di parole e richiamarle in  qualsiasi ordine. Faremo pratica di lettura veloce e della tecnica dello schedario mentale.

Domenica 24 novembre pomeriggio dalle 15:00 alle 20:00 impareremo come ripassare, come gestire formule e lingue straniere, e altre 3 tecniche di memorizzazioni e come sfruttare la meglio tutte le nozioni e le tecniche apprese durante il corso.

Il corso Learning Step ha un costo complessivo di € 150,00 compreso il materiale didattico.
Per i ragazzi fino a 13 anni di età sarà completamente GRATUITO.
Per i genitori il prezzo è di € 100,00
Stesso prezzo per studenti delle medie superiori e universitari: € 100,00

Il corso Learning Step si terrà a Roma in via Bevagna, 78 (Zona Fleming) presso il Centro Benessere Lisa.

Per prenotarsi contattatemi scrivendo all’indirizzo: fabio@satori-experience.it

Questa è un’offerta temporanea in cui il mio interesse è regalare un metodo di apprendimento eccellente rientrando se possibile delle spese di affitto della sala e dei materiali. Non sprecate questa occasione e se conoscete qualche persona che potrebbe essere interessata non esitate da informarla. Vi aspetto sabato sera!

 

Un respiro, un pensiero, un sorriso

Il primo passo è respirare: ma non è sufficiente, significa solo che il tuo corpo è ancora vivo.

Il secondo passo è pensare con lucidità: vuol dire che la tua mente è attiva, ma questo ancora non basta.

Il terzo passo è trovare il sorriso: significa che hai capito che si può vivere in modo migliore, ma c’è ancora qualcosa di più importante.

Il quarto passo è saper trasmettere il sorriso al mondo: ed è un qualcosa di meraviglioso perché ti permette di condividere la felicità con chi ti circonda. E chi porta il sorriso sul viso del prossimo lascia un piccolo seme di gioia: un sorriso può cambiare la direzione di una giornata verso il successo, l’atteggiamento positivo che nasce dalla gioia può rendere una vita semplicemente straordinaria.

Non dimenticarti di respirare,
e continua sempre a pensare.
Cerca nel mondo una ragione per sorridere,
raccogli gioia e felicità da condividere.

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Non esiste Libertà senza Responsabilità

Essere liberi… Il sogno di molti, un diritto di vita per altri, una meta irraggiungibile per altri ancora. Ma solo in pochi comprendono cosa si nasconde dietro la parola libertà.

Perché si può sentirsi liberi in tanti modi e molti purtroppo si basano sull’idea malsana della libertà che si oppone alle regole e alla responsabilità: quel tipo di libertà sconsiderata e senza fondamento che è vittima della stupidità, o per meglio dire “dei comportamenti stupidi”.

Quella è l’idea di libertà sregolata che conduce all’anarchia… Forse potrà sembrare strano, ma sono le regole che formano le basi alla libertà; e la responsabilità di creare e seguire regole giuste ed oneste è la chiave per sentirsi liberi nel mondo.

Perché forse non ci hai mai pensato ma il mondo stesso si basa sulle leggi della natura come la gravità, la termodinamica, l’entropia; la perfezione e l’armonia stessa dell’universo seguono regole chimiche, fisiche e biologiche inviolabili. Altre regole ci permettono di muoverci liberamente in città senza schiantarci con altri automobilisti, sono le regole che compongono il codice stradale, puoi metterla come vuoi, puoi credere quanto vuoi che essere liberi voglia dire vivere senza costrizioni ma se stai vivendo in questo momento il tuo corpo sta responsabilmente seguendo delle regole, stai respirando, il tuo cuore batte e migliaia di altre funzioni autonome ti tengono in vita, e tu hai la responsabilità di trovare aria da respirare, acqua da bere, cibo per nutrirti ed un posto dove riposare.

Ed è una cosa naturale seguire responsabilmente le leggi biologiche perché grazie a loro abbiamo la libertà di vivere; se poi vogliamo vivere socialmente insieme ad altri esseri umani liberi allora DOBBIAMO trovare dei canali di comunicazione comuni e seguire le regole su cui si basano il linguaggio ed il comportamento. Altrimenti gli unici risultati ottenibili sarebbero l’incomprensione ed i fraintendimenti, e non sono basi stabili per creare una relazione sociale che non giunga alla fine al dolore e alla violenza. Comunicare in modo responsabile è il primo passo verso una società consapevole, aperta e funzionale.

Ovviamente alcune regole si possono infrangere, altre ignorare, ma molte altre  vanno seguite senza eccezioni. E le due capacità che ci permettono di esercitare questa libertà decisionale, su cosa seguire o meno, sono la consapevolezza e la responsabilità.

In un mondo ordinato e responsabile la libertà diventa una realtà globale.
In un mondo mondo senza regole e senza responsabilità la libertà è di proprietà di chi detiene più potere.
In questo mondo caotico abbiamo la libertà di decidere verso quale realtà orientarci:
se decidi di non decidere e lasci ad altri il controllo, potrai essere libero solo nei tuoi sogni, e passerai la vita ad esercitare una finta libertà senza responsabilità, potrai far finta di sceglierei quale programma di propaganda vedere in tv, potrai credere di esserti reso utile condividendo sui social network post falsi che non hai mai letto a fondo e di cui non sai nulla, coltivando nel cuore l’idea di aver fatto liberamente qualcosa di buono, ma che in realtà ti hanno reso ancor più schiavo del sistema…
oppure puoi scegliere di esercitare la vera libertà, la libertà di decidere responsabilmente il futuro migliore per te e per il mondo intero.

Un passo alla volta, una parola alla volta, un gesto alla volta...

Kerry

Primo Silenzio

Nel silenzio della mente potrai ascoltare,
Ciò che i tuoi pensieri abilmente nascondono,
La voce profonda che ti invita a cambiare,
A vivere il presente come un gran dono.

Se ti perdi nel domani, oggi non vivi:
Preoccupazioni, paura ed insicurezza,
Tra corse ed affanni così sopravvivi
Perché senza l’oggi non c’è certezza.

Il passato è il freno che ti tiene a bada,
Ti fa perdere energia dove non hai influenza;
Esci dai ricordi, lascia solo che accada,
Nel presente qui ed ora, di ieri ne puoi far senza.

Tutto questo solamente per sussurrarti,
Che le cose possono andare sempre e comunque bene,
Certo c’è da rimboccarsi le maniche, devi impegnarti,
Perché il destino oggi saprà ridarti ciò che trattiene.

F.

Today bw