La Verità Irreale

Ricordo Zen

Spesso si pensa che Realtà e Verità coincidano, eppure ogni persona vede il mondo intorno a sé in modo differente dagli altri, e la verità stessa spesso cambia in virtù delle informazioni che si hanno a disposizione.

Quindi se la percezione della realtà oggettiva è semplicemente indefinibile per gli esseri umani, e se ciò che crediamo sia vero è solamente un costrutto soggettivo basato su esperienze, riferimenti e opinioni, allora come è possibile credere di comprendere i pensieri di un altro individuo senza un’adeguata comunicazione? Come si può anche lontanamente pensare di persuadere chi ha idee diverse dalle nostre senza capire chi si ha di fronte?

Si tende troppo spesso ad ignorare che la comunicazione viaggia nei due sensi e che è necessario saper ascoltare chi ci è di fronte, anche se ci sta urlando contro, e soprattutto è importantissimo oltre a saper formulare le domande giuste saper ascoltare le risposte.

È assai semplice non ascoltare gli altri, perché siamo noi stessi i primi a non ascoltarci.

Se rimaniamo fissi nella idea che la realtà sia solo ciò che percepiamo, se ci blocchiamo nella presunta verità senza cercare di confutarla, senza metterla alla prova, senza crescere e senza imparare nulla di nuovo… Non saremo mai capaci di guardare indietro e vedere con occhi differenti le nostre esperienze, non potremmo valorizzarle, saremmo incapaci di sfruttarle nel modo più completo.

Noi non viviamo una vita nel senso stretto del termine, in ogni contesto, in ogni periodo, in ogni luogo siamo persone differenti. Ognuno di noi racchiude tante vite, un numero enorme di sé; ognuno racchiude diverse rappresentazioni della propria realtà.

Un segreto per vivere più serenamente consiste nel ricordare quelle vite, usarne le esperienze per imparare a vedere anche nel più piccolo dettaglio, seppur nascosto nella sofferenza o nell’indifferenza, la gemma che vi si cela.

La gioia più grande è scoprire nel gesto o nella frase apparentemente più insignificanti un’emozione forte, capace di strapparti un sorriso ed una lacrima, quella lacrima cristallina capace scindere il velo di irrealtà che ci impedisce di comprendere la “verità” di noi stessi su noi stessi.

Un saluto con tutto il cuore, senza urla, con le poche parole sussurrate di un haiku, lasciando che si espandano nel silenzio…

Una Lacrima
da un Dolce Ricordo.
Fuoco nel Ghiaccio.

 

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