Quella strana cosa chiamata amicizia…

Sono un tipo un solitario eppur sociale, diciamo che durante un evento mi metterei in disparte e passerei inosservato, per quanto una persona alta 1,95 possa esserlo, senza però sembrare completamente asociale; inizierei a parlare con qualcuno per trovarmi, dopo qualche ora, al centro dell’attenzione, magari con più della metà delle persone che ascoltano le mie storie. Si potrebbe dire che sono un saggio ed eccentrico eremita a cui piace in alcuni casi socializzare e per questa mia indole considero l’amicizia qualcosa di veramente speciale.

Proprio perché passo molto tempo da solo con la mia mente, nelle notti insonni o nel traffico di Roma, a pensare, leggere e scrivere, reputo il rapporto con gli altri qualcosa di elevato e prezioso nella mia scala delle priorità; gli amici importanti che ho sono pochi rispetto alla media, i conoscenti con cui ho rapporti amichevoli invece sono una marea e forse più. Cosa distingue gli uni dagli altri? Proprio quel concetto socialmente poco definito che chiamiamo amicizia.

Per convenzione riteniamo amici persone con cui abbiamo compatibilità di interessi, simpatia e fiducia reciproca, potremmo dire che queste sono le basi standard. Però ovviamente abbiamo persone con cui questa “amicizia” assume un significato diverso.

In molti dicono che distanza e tempo danneggiano i legami, ma questo è vero solo per i più basilari, queste “difficoltà” sono ininfluenti per le amicizie più “profonde”, perché si suppone che ad un certo livello la comprensione e la fiducia reciproca siano tali da non necessitare più conferme ulteriori.

Personalmente ho dei grandi amici a svariate centinaia di km da dove abito e che magari non sento per settimane, eppure sappiamo di essere presenti, anche solo nei pensieri, nella vita dell’altro.

Vediamo di capire come è composta un’amicizia profonda. Innanzitutto non ne esiste una versione universale, gli ingredienti sono sempre differenti e cambiamo sia a seconda del contesto culturale ma anche per le singole persone: a volte conta più la sintonia, a volte il divertimento; nel mio caso è composta da valori che variano molto, dalla complicità e l’empatia fino all’intelligenza e la curiosità.

Poi c’è una leggenda che riguarda il rapporto tra uomini e donne, sul fatto che non possano essere amici; scusatemi se per me è una solo leggenda, perché il punto della situazione non è assolutamente legato all’amicizia vera. Mi spiego meglio: l’amicizia trascende completamente età e sesso, perché semplicemente, seppur a vari livelli, è la base su cui sorgono tutte le altre relazioni sociali interpersonali. Le altre sono solo avventure o incontri, più o meno divertenti ma senza futuro.

Una coppia appena innamorata, così come degli sposi che vivono insieme da 50 anni, potranno avere una sana e duratura relazione amorosa solo se questa verrà costruita sull’amicizia, o per meglio dire, sui valori che appartengono alla loro amicizia “profonda” quella personale e privata; per questo motivo vi dico che , uomini e donne possono essere assolutamente amici, ciò che deve essere preso in considerazione ed esaminato sono invece le eventuali infatuazioni non reciproche o l’interesse passionale e sessuale che non si basano sull’amicizia, e che quindi non poggiano su fondamenta solide per poter costruire una relazione di coppia che sia stabile, felice e duratura.

Qualcuno potrebbe obiettare che alcune coppie sono nate da un colpo di fulmine senza che si fossero mai incontrate prima, non nego certo che l’attrazione fisica non sia importante, ma ritengo che in quei casi si sia sviluppata rapidamente quella base di amicizia che ha poi reso possibile trasformare un impulso sessuale in una relazione stabile e completa. Personalmente conosco diverse coppie felicemente sposate con figli che per anni sono stati semplici amici con varie relazioni separate, per poi costruire su quella struttura imponente che era la loro amicizia qualcosa più profondo, intimo e personale.

In alcune lingue, come l’inglese ad esempio, i nostri “ti voglio bene” e “ti amo” sono unificati in un generico “I love you”, la nostra origine latina ci semplifica questa comunicazione di sentimenti, ma allo stesso tempo ci spinge a separare i rapporti amichevoli e quelli amorosi. Per dirla in breve noi amiamo i nostri amici. Non ci sarà ovviamente quella componente sessuale ma non pensiate che i sentimenti di affetto che si nutrono per gli amici veri non siano una forma di amore. Magari non diremo spesso “ti voglio bene” agli amici e nelle relazioni di coppia i “ti amo” a volte mancheranno o saranno detti per abitudine, eppure vi chiedo di esaminare i vostri rapporti sociali con chi sia davvero importante e vicino a voi, così che possiate rendervi conto che amicizia e amore possono, no mi correggo, devono viaggiare di pari passo, mano nella mano. Se poi l’interesse reciproco e l’intimità si aggiungeranno a questa base allora, e solo allora, si potrà essere oltre che amici anche una coppia.

Due parole sugli amici di plastica su Facebook e sui vari social, impensabile che siano qualcosa di reale, loro sono una foto e qualche like, non abbiamo idea di chi siano o facciano in realtà; per un’amico vero invece vi fareste in quattro, vi trovereste a fare i salti mortali, gli stessi che fareste senza indugio per il vostro partner.

In fondo la vita é più semplice di quanto appaia quando si parla di relazioni, buona parte della confusione, dell’incomprensione e dell’infelicità si potrebbe evitare comprendendo cosa sia per voi l’amicizia, senza entrare nel panico delle emozioni, dei se, dei ma e dei forse.

Tu che mi leggi magari non mi conosci, forse non hai idea di chi io sia, potresti non essere ancora mio amico, forse non lo sarai mai, quello che però voglio comunicarti é di comprendere quanta confusione possa essere eliminata e quanto possano migliorare le relazioni basandosi sulle fondamenta dell’amicizia. Come fare? Parlandone con chi è per noi importante.

Se invece sei un mio amico allora ti saluto con un sincero e sentito “Ti voglio bene”!

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Un pensiero riguardo “Quella strana cosa chiamata amicizia…

  1. L’amicizia… che parola abusata… anch’io, nella vita – un po’ per scelta, un po’ per adolescenziali insicurezze -, ne ho avute poche… la cosa curiosa è che sono socievole, parlo con tutti e fin troppo (sono la classica persona che ti attacca bottone sul tram e non ti molla finchè non scendi, anche se non è la tua fermata! – ma è come se tutte queste persone con cui parlo fossero solo comparse, intermezzi…

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