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La mediocrità non è uguale per tutti

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Una maratona mediocre per un atleta olimpico può essere forse paragonata ad una maratona mediocre di chi passa la vita con il telecomando in mano, sdraiato sul divano?

Ovviamente no. Non siamo uguali, uno non vale uno, mi spiace perché sarebbe splendido se le capacità ed il valore di ognuno fossero pari; purtroppo anche se abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri, non possiamo e non dobbiamo dimenticare che le nostre prestazioni, conoscenze e capacità non si equivalgono.

Eppure spesso si assegnano ruoli professionali a chi ha competenze del tutto inadatte, pensando che possa imparare le nuove mansioni. Se è vero che con più meno facilità potrà apprendere sempre qualcosa di nuovo, resterà una realtà inoppugnabile che impedire di usare i propri talenti sia per una persona solamente una semplice cattiveria. Magari non un vero atto malvagio, ma in ogni caso un atto non funzionale e sicuramente poco saggio.

Il mio vecchio maestro spirituale disse che un portiere di una squadra di calcio non deve allenarsi a dribblare e tirare rigori, al contrario dovrebbe migliorare le sue doti nelle parate.

Allo stesso modo richieste di aiuto o informazioni, raramente saranno mirate ed utili; in particolare spesso ci si affida a persone competenti in campi di differenti, ma più vicine socialmente, invece che interpellare professionisti del settore.

Ed è questa una delle principali ragioni a monte della disinformazione, opinioni infondate a cui si da credito, riportandole poi ad altri soggetti dandole ancora più peso. Se poi finiscono scritte in post su Facebook con qualche “mi piace” sotto magari diventano addirittura virali.

Si parte da una domanda posta alla persona sbagliata, e si giunge a volte fino ad un dogma.

Quanto è svilente pensare che esistano ancora persone nel 2018 che credano che la terra sia piatta, che il sole giri intorno alla terra, che in ogni dove si nasconda un complotto, che esistano i rettiliani o che i vaccini non salvino le persone… ecco il risultato di non informarsi correttamente, di non fidarsi di persone esperte e competenti.

Perché se come esseri umano siamo sì tutti uguali, dobbiamo sempre ricordare che per nozioni, abilità e capacità siamo tutti diversi.

Attenzione a slogan poco ispirati che nascono una bugia enorme, impariamo a dare il giusto valore ai comportamenti e le competenze delle persone.

Ciò che ci distingue è la somma di capacità, etica ed esperienza, e questa diversità è la nostra vera forza.

 

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Intelligenza e Stupidità, Incrementali o Entità?

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Stupido è chi lo stupido fa!”

Perfetto esempio di stupidità incrementale, vale a dire che si basa su comportamenti e atteggiamenti che vanno a limitare le nostre capacità cognitive. La stupidità e l’intelligenza non sono due cose differenti, sono due estremi della stessa linea, da un lato il genio, dall’altro il demente. Ma c’è qualcosa di biologico che può bloccare il livello ottenibile su questa scala?

Certo se il karma, il destino, le scelte non salutari della propria madre, il caso o quel che sia, ci hanno fatto nascere con un danno cerebrale è probabile che ci troveremo in fondo alla scala con pochi mezzi per risalirla, ma questa non è la norma.

La norma è avere un cervello più o meno funzionante, mi permetto di dire più o meno per le sostanze quali alcool e droghe con cui alcune persone si giocano neuroni e sinapsi. Ma il punto di partenza non rappresenta la realtà.

Alcuni ragazzi diagnosticati con dislessia hanno un vantaggio per la lettura semantica, quella basata sul significato e non sui suoni, e capita che il ragazzo che era demotivato e lento nella lettura, scopra l’esistenza di un altro metodo che gli permetterà di essere molto più veloce in alcuni ambiti, e come risultato la spinta emotiva e motivazionale lo porterà a migliorare anche la lettura fonologica (quella più comune e lenta basata sui suoni e la ripetizione mentale delle frasi scritte)

Quindi a volte basta poco per cambiare posizione sulla scala, in genere è necessaria una spinta interna, la voglia di migliorarsi ed un supporto che può essere esterno, sotto forma di caregiver, tutor, professori, libri, internet, amici, coach etc… o interno, con l’elaborazione delle informazioni già in possesso. Ovviamente per conoscere qualcosa di nuovo bisogna guardarsi intorno, nello specifico bisogna aprire gli occhi, tenere la mente sveglia e sapere dove focalizzarsi. Cosa significa sapere dove focalizzarsi? Significa che se voglio qualcosa devo avere un’idea di cosa desidero, se cerco un’informazione ho necessità di sapere dove andare per trovarla. Basta farsi le domande giuste e la mente ci aiuta a trovare cosa ci serve.

Come posso studiare meglio e più velocemente?
Come ottenere una promozione?
Come posso dare un contributo al mondo?
Come posso migliorare la mia salute?

Queste sono alcune domande che cercano una risposta positiva, sono domande che se si crede crede che l’intelligenza, sotto tutti i suoi aspetti, sia incrementale allora porteranno una volta risposte nel tempo ad un incremento della stessa intelligenza. Sono domande che spostano sulla preparazione le basi del risultato ed un risultato non completo evidenzierà solamente la necessità di avere più conoscenza, più motivazione; chi d’altro canto  crede che l’intelligenza sia un’entità stabile nel tempo, in caso di successo si motiverà pensando che sia stato tutto merito suo, mentre in caso insuccesso sarà estremamente demotivato perché crederà di non poter incrementare le sue capacità e quindi tenderà a rinunciare. Ma visto che considerare l’intelligenza una entità è solo una credenza, la realtà è che tutti possono incrementarla.

Allo stesso modo chi decide di non decidere per la sua vita lascia il controllo a qualcosa di esterno, facendo precipitare ciò che crede e la sua qualità di pensiero. In poche parole si comporta in modo stupido, se poi si ritroverà a lamentarsi otterrà come risultato di deprimere ancor più la propria intelligenza.

Svegliate le vostre risorse, coltivate la vostra mente, studiate, leggete, informatevi, e soprattutto vivete con coscienza sapendo che tutto può migliorare, purché lo si voglia e si agisca per realizzarlo.